LA TERAPIA TERMALE DELLA PSORIASI E DELL’ARTRITE PSORIASICA
Luca Ciprian, Franco Cozzi Cattedra e U.O.C, di Reumatologia – Università di Padova

La terapia termale utilizza le proprietà di mezzi naturali come le acque minerali e i fanghi, applicati sulla superficie corporea come impacco caldo. L’Italia è uno dei Paesi più ricchi di risorse termali, distribuite su tutto il territorio della penisola, che erogano una quantità molto elevata di prestazioni terapeutiche. I maggiori fruitori delle cure termali sono i pazienti affetti da malattie reumatiche, respiratorie, gastroenteriche e cutanee. Le Terme Euganee costituiscono il Bacino termale più vasto in Europa, e da secoli la fangoterapia ivi praticata è nota per i suoi effetti benefici, soprattutto nelle malattie reumatiche e in generale nelle patologie dell’apparato locomotore. L’effetto terapeutico più eclatante dei fanghi è quello antidolorifico, dovuto all’azione decontratturante del calore e soprattutto ad una reazione dell’organismo da “stress termico”, che si sostanzia nella liberazione in circolo di ormoni e di sostanze dotate di uno spiccato effetto antalgico, i cosiddetti peptidi oppioidi.

Questo effetto viene ampiamente sfruttato nelle malattie reumatiche, nelle quali il sintomo dolore è dominante. Ricerche della Scuola di Reumatologia di Padova hanno dimostrato che la fangoterapia esplica anche un moderato effetto anti-infiammatorio, sia su modelli sperimentali di flogosi cronica, sia in gruppi di pazienti affetti da reumoartropatie infiammatorie croniche. Questo effetto È stato dimostrato nella spondilite anchilosante e nella spondilite enteropatica, malattie correntemente curate con la terapia farmacologica, ma che possono trarre un ulteriore beneficio da cicli di applicazioni di fanghi termali.

Anche la psoriasi cutanea costituisce una indicazione alle cure termali, soprattutto alla balneoterapia con acque ricche di sali minerali, solfuree e salse. Le loro azioni cheratolitiche, antiseborroiche e antimicrobiche appaiono molto efficaci sulle lesioni cutanee che caratterizzano la malattia. Numerosi lavori della letteratura hanno dimostrato l’efficacia della balneoterapia nella psoriasi. Poche sono invece le esperienze sull’utilizzo della fangoterapia nel trattamento di questa malattia cutanea, che si limitano sostanzialmente ai lavori effettuati alle Terme del Mar Morto in Israele. Circa un terzo dei pazienti affetti da psoriasi vanno incontro nella loro vita ad una artropatia cronica, che colpisce nella maggior parte dei casi le articolazioni periferiche, soprattutto le mani, e in una minoranza anche la colonna vertebrale. I farmaci “biologici” di recente introduzione hanno molto migliorato il decorso sia della psoriasi cutanea, sia dell’artrite psoriasica, essendo molto efficaci nella maggior parte dei pazienti. Abbiamo tuttavia ritenuto opportuno verificare con uno studio controllato se la fango-balneoterapia delle Terme Euganee sia in grado di ottenere un ulteriore beneficio in pazienti già trattati con farmaci “biologici” e riferiamo in questa sede i risultati da noi osservati.

Sono stati arruolati per lo studio 32 pazienti affetti da artrite psoriasica, in follow-up nel Reparto di Reumatologia dell’Università di Padova. Si trattava di 24 donne e 8 uomini, di età media 52,3 anni e con durata media della malattia di 11,8 anni. Tutti i pazienti erano in terapia con farmaci inibitori del TNF (adalimubab, etanercept o infliximab) da almeno sei mesi. I pazienti sono stati randomizzati in due gruppi: 18 sono stati sottoposti ad un ciclo di fango-balneoterapia, secondo lo schema classico delle Terme Euganee (10 sedute nell’arco di due settimane), 14 hanno continuato solo la terapia farmacologica e sono stati considerati come gruppo di controllo. I pazienti sottoposti al ciclo di fango- balneoterapia sono stati valutati all’ingresso nello studio e a distanza di 45 giorni dalla cura termale. I pazienti di controllo sono stati valutati negli stessi tempi. Lo studio comprendeva una parte clinica ed una sperimentale. Per quanto riguarda la prima, l’artrite È stata valutata mediante il DAS28, la conta delle articolazioni dolenti e delle articolazioni tumefatte, la scala VAS per il dolore e il dosaggio ematico di un indice di flogosi, la proteina C reattiva. L’ estensione e la severità della psoriasi è stata misurata mediante il PASI. La qualità della vita è stata valutata utilizzando due test: HAQ e SF-36. La parte sperimentale prevedeva di sottoporre tutti i pazienti, all’ingresso nello studio e a distanza di 45 giorni, ad una particolare ecografia con mezzo di contrasto (CEUS) che consente di cogliere anche livelli minimi di infiammazione articolare. L’esame è stato effettuato nel Dipartimento di Radiologia dell’Università di Padova. I filmati ecografici sono stati valutati da un Radiologo esperto e sono stati processati anche mediante un particolare software. Sono stati sottoposti alla CEUS sia i pazienti sottoposti al ciclo di cura termale, sia quelli del gruppo di controllo. I risultati osservati all’ingresso nello studio dimostravano che i pazienti avevano già ricavato un buon beneficio dalla terapia con farmaci anti-TNF che seguivano da mesi, come dimostrato dai valori dei parametri articolari, del PASI, di HAQ e SF-36, e dalla normalità dei livelli circolanti di PCR. Nella valutazione effettuata dopo 45 giorni i pazienti sottoposti alla cura termale sono andati incontro ad un miglioramento significativo del DAS28, del PASI e del HAQ, mentre nei pazienti di controllo tutti i parametri sono rimasti pressoché invariati.

Questi risultati hanno dimostrato gli effetti clinici favorevoli della fango-balneoterapia delle Terme Euganee sulla psoriasi e sull’artrite che la accompagna, e di conseguenza sulla qualità della vita: i pazienti trattati hanno ricavato un ulteriore beneficio rispetto a quello già ottenuto dalla terapia con farmaci anti-TNF.

I risultati della parte sperimentale dello studio hanno confermato che all’ingresso i pazienti avevano poca infiammazione articolare: oltre il 70% presentava un punteggio 0 alla valutazione del Radiologo che ha esaminato le ecografie e anche il software ha mostrato che alla CEUS vi era solo un lieve aumento della vascolarizzazione sinoviale e quindi dell’infiammazione articolare. Alla seconda ecografia, effettuata dopo 45 giorni, due pazienti trattati con la fangoterapia hanno ridotto il loro punteggio da 2 a 1, mentre nessuna variazione è stata osservata dal Radiologo nel gruppo di controllo. La valutazione effettuata mediante il software ha evidenziato la riduzione di alcuni parametri di vascolarizzazione sinoviale nei pazienti sottoposti alla cura termale, e di contro nessuna variazione significativa nei pazienti di controllo.

I risultati della parte sperimentale dello studio hanno quindi evidenziato un lieve effetto antiinfiammatorio in pazienti già con bassa attività dell’artrite grazie al trattamento con farmaci anti-TNF, in linea con i dati della parte clinica della ricerca. In definitiva il nostro studio dimostra che la fangoterapia delle Terme Euganee, analogamente a quella praticata nel Mar Morto, appare efficace nel trattamento della psoriasi cutanea e dell’artrite che spesso la complica. Suggerisce anche che, nonostante i notevoli progressi della terapia farmacologica negli ultimi anni, la cura termale è in grado di potenziarne i benefici effetti, con ulteriore beneficio clinico per i pazienti.

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